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Gli affreschi di
Giovanni Canavesio (1482)
e la chiesa di San Bernardo

All’origine, la chiesa di San Bernardo, la cui costruzione comincia tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento forse sopra un edificio anteriore, occupava un’ubicazione strategica circondata da uliveti coltivati: sorge su una area distante una decina di minuti a piedi dal centro abitato di Pigna e verosimilmente qui si fermavano i viandanti per la sosta notturna. Da subito la cappella è luogo di conforto spirituale e di rifugio nelle notti del Quattrocento dove ogni ingresso al centro abitato è pressoché impossibile nelle ore serali e notturne.

Questa chiesa è situata sulla vecchia via che collegava Sanremo, Baiardo, Pigna, Saorgio, Tenda. Era un’importante mezzo di comunicazione tra la costa ed il suo entroterra, la valle del Roja, la contea di Nizza, il basso Piemonte e le sue valli. Da qui passavano a dorso di mulo i prodotti provenienti dalla costa (sale, pesce salato, spezie) che insieme ai prodotti della mezza costa e della montagna (olio, vino, castagne) raggiungevano le valli del Cuneese e la pianura. Facevano ritorno verso la costa i prodotti caseari, latticini, grano ed altri importanti prodotti cerealicoli. Questa via si estendeva, escluso il tratto Sanremo e Baiardo, sul territorio controllato dal Duca di Savoia di cui Pigna era l’estremo presidio a Sud.

All'esterno della chiesa si può godere il tipico panorama del luogo: a sinistra le campagne coltivate a fasce e muretti di pietra secca, a destra, troneggia il monte Toraggio e, in primo piano, la chiesa di Passoscio, luogo di pellegrinaggio.

Chi è Giovanni Canavesio?

"Presbiter Johannes Canavesi de Pinerolio pinxit", così si firma questo itinerante pittore della seconda metà del Quattrocento. Sulla sua vita ci sono pochi dati. Sarebbe nato verso il 1430 a Pinerolo (Piemonte). Nell’archivio di Pinerolo è menzionato su un documento del 1450. Nel 1472 lavora ad Albenga. Nel 1480 gira nella zona di Nizza. Come numerosi altri artisti che scelgono di trasferirsi sulla costa o nell’entroterra, Giovanni Canavesio lascia il Piemonte per lavorare principalmente nel Ponente ligure e nelle Alpi Marittime.

Contemporaneo di Ludovico Brea, il Canavesio è considerato come un pittore di largo respiro, con una cultura che affonda le sue radici sia nella tradizione alpina occidentale sia in quella franco meridionale. Occupa un posto originale nella pittura ligure della fine del Quattrocento. Usa l’influenza del teatro, della drammaturgia, soprattutto negli affreschi in cui si nota la composizione in scene, con un gusto per le prospettive e le costruzioni architettoniche.

In questa ventata di realismo s’inserisce il movimento cosiddetto del Gotico Internazionale. Le influenze del Nord sono sensibili. È interessante rilevare che le opere di Canavesio sono caricate di un certo arcaismo medioevale.

I restauri

Il primo restauro tra 1935 e 1936 fu piuttosto una prova per restituire più o meno rigorosamente una certa leggibilità al ciclo già notevolmente lacunoso. Dato che gli affreschi si trovavano in uno stato di totale abbondono, all’inizio degli anni Cinquanta è stato iniziato un altro restauro per eliminare le reintegrazioni incongrue. Poi nel 1959 la Soprintendenza decise di restaurarli con la tecnica dello strappo. Alcuni pannelli furono riconsegnati al paese nell’anno 1966 per essere esposti nella parrocchiale di San Michele. Nel 1976 un intervento globale sul ciclo finalizzato alla sua definitiva ricollocazione nella chiesa di San Bernardo è stato affidato al laboratorio pisano di Walter Benelli. Un primo lotto di lavori (gli Evangelisti e i Dottori della Chiesa delle due volte) sistemati su moderni supporti semi rigidi in vetroresina vengono ritrasferiti sulle volte della chiesa; agli inizi degli anni Ottanta un paziente lavoro di conservazione e restauro continuerà fino al 1996, procedendo per piccoli lotti. La chiesa è stata riaperta ufficialmente il 5 aprile 1998.

 

L’affresco è una tecnica particolare e ben definita di dipinto murale eseguito sull’intonaco ancora umido per stabilire una perfetta aderenza.

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